Friday, August 24, 2018

viene gennaio silenzioso e lieve…


Alla mezzanotte, in tutti i comandi d’italia il conteggio degli interventi riparte da uno. Una volta l’abbiamo avuto noi. Ma è raro, specie in una notte come questa. Una pioggia gelata sta ricoprendo di ghiaccio le strade. Già tante squadre sono fuori al lavoro, tra auto fuori strada, incendi di cassonetto e falsi allarmi. Non c’è stato neppure il tempo per lo scambio di auguri via radio.
Finora ce la siamo scampata, ma non può durare. E infatti dopo pochi minuti il chiasso della tradizionale cena in caserma viene interrotto dal tono della chiamata dalla centrale, che ci assegna come primo nostro intervento dell’anno una bella canna fumaria. Peccato, stava per arrivare il fritto misto di mare. Magari siamo di ritorno per il dolce.

Se il fuoco non si è esteso al coperto in legno, in genere è un intervento semplice. Stasera temo anche il ghiaccio, quindi spero in più di poter evitare il tetto. Si cammina mica bene sulle tegole scivolose, e non c’è corda che tenga se brucia davvero.
Per strada non incontriamo nessuno; miriadi di luci colorate disegnano sullo sfondo nero un paesaggio di fantasia, mentre in alto i rari fiocchi di neve riflettono in guizzi azzurri la luce pulsante dei lampeggianti. Sulla strada scintillano i cristalli di ghiaccio.
Arriviamo all’indirizzo ma non vediamo fiamme nel cielo, cosa che è un ottimo segno. Si tratta di una casa di campagna ristrutturata, col coperto in laterizio, e non in legno come ci avevano detto. Notiamo subito che il comignolo è avvolto da una fitta rete metallica, come al solito.
Gli inquilini sono tranquilli e ci accompagnano dentro. Ormai la fuliggine nella canna si è esaurita. Lo specchio infilato nella bocca del caminetto mostra il cielo esterno, illuminato dal nostro gruppo fari.
Manca un abbaino, e non ci resta che montare la scala italiana per andare a controllare il comignolo. In cima vedo subito che non se ne parla proprio di andarci sopra: la pioggia è ghiacciata formando uno strato di ghiaccio trasparente sulle tegole. Ci appoggio sopra la mano, ma non riseco a tenerla ferma, si scivola troppo. Per fortuna vedo bene il comignolo, che è intatto.
Rientriamo. Sono rimaste di sicuro un po’ di torte. Ma ci saranno altri interventi, oggi. ce sono sempre di nuovi. Il conteggio procede.

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