Friday, August 24, 2018

emozioni di un giorno caldo


Un fine settimana movimentato, troppi interventi, sono contento di essere tornato al lavoro.
Due giorni di caldo ed eccoti un fienile. In fiamme. Lascia pure che sia doloso o no, ma eccolo qui. Peccato, abbiamo persa una notte intera di sonno, io ci ho messo tre giorni a riprendermi. Se non altro siamo riusciti a salvare l'edificio attiguo e i macchinari agricoli.
Poi il solito gatto sull'albero ' stavolta ce l'abbiamo lasciato, lui ci stava benissimo ed era proprio soddisfatto di starci -. E poi mica era un pino, era un bell'alberone con rami in diagonale comodi comodi per scendere, quasi una scala. La cosa più sorprendente è stato arrivare sul posto e vedere sotto l'albero quattro ragazze che reggevano un telo per proteggere il micio dalla caduta. E dire che il soggetto non aveva manifestato propositi suicidi. 'È salito lì sopra, allora ho preso la scaletta per prenderlo, ma è andato ancora più su, chissà perché''. 'E se continuate a stare qua sotto andrà ancora più su', dico io. Ho spiegato alla signora come la pensano i gatti e cosa doveva fare per lasciarlo venire giù da solo. Non so se ha compreso. Le ho chiesto se era il primo gatto che possedeva: pensate un po', ne aveva avuti già quattro, e dopo tanti anni di convivenza con loro, non aveva ancora capito nulla della loro mentalità.. Ma a che scopo li teneva allora' Non le ho chiesto se anche gli altri se ne erano fuggiti sugli alberi. Comunque in pericolo non c'era nessuno, e ce ne siamo andati. Basta coi gatti, lasciate in pace loro e noi.
E poi sono ricominciati gli incidenti. Classico quello con la moto e lo spargimento di benzina e olio sull'asfalto bollente. E lo scontro tra due camion con un autista ben incastrato nella cabina. Che poi faceva anche un mucchio di urli e tuttavia rifiutava il calmante offerto dai sanitari. Alla fine è risultato che non si era fatto niente, solo qualche graffio. Solo che se lo devi togliere da lì e qualunque mossa fai lui urla, non è chiaro capire se stai facendo bene. Perché urlava' Così, tanto per interpretare un ruolo: è lo shock, a volte succede. Una volta capitò un ragazzo che dopo lo scontro con un platano restò in coma per un mese. Il medico mi disse che non aveva assolutamente nulla, era una strana reazione della sua mente. Era anche al suo terzo incidente. Spesso urlano isterici i passeggeri, pur senza alcun danno. Un'altra volta arriviamo su un incidente tra auto e vediamo un sanitario intento a rianimare un uomo anziano, steso sulla strada. 'ma in che macchina stava' È sbalzato fuori'' chiedo. 'Macchè', mi risponde un altro sanitario, 'non c'entra, è un passante che ha visto l'incidente e gli ha preso un colpo'. Non è facile capire queste reazioni, anzi, io proprio non le capisco perché reagisco diversamente, ma so che esistono e provo a gestirle. Per esempio stare accanto ai feriti o sotto shock, fare sentire la presenza e dire qualcosa, a quanto vedo, conta molto, li calma e li rende più collaborativi.
E stanotte l'incidente classico, frontale tra due auto. Un incastrato, tre feriti. Liberato velocemente, poi pulita la strada. Un classico, ragazzotto che sorpassa ai 200, con la sua macchinona costosa – sulla rampa in salita di un ponte, senza alcuna visibilità e in zona con doppia riga e, guarda la sfiga! si inciocca contromano contro un'utilitaria con tre ragazzi che andavano tranquilli per i fatti propri. Ovviamente il ragazzotto non usava la cintura, e si vede bene: classica rottura del parabrezza con impronta a cranio, volante spezzato, sangue ecc.. Nell'altra auto avevano cinture e airbag, ma l'auto era più debole, la botta è stata fortissima, e si è accartocciata: si sono fatti molto male.

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