Friday, August 24, 2018

passano gli anni…

Sono anni che non scrivo, i motivi son tanti, il principale è che l’ispirazione è fragile e le vicende quotidiane sempre più intricate e frenetiche non la alimentano. Tante cose sono successe in questi anni, siamo cambiati e cambieremo di più. Non so se domani continuo, adesso ho un raro minuto di tranquillità, vi dico che i giorni sono contati, gli anni mi hanno raggiunto e sta per concludersi la mia vita di pompiere, per raggiunti limiti di età. Già, i vigili del fuoco italiani vanno in pensione molto prima dei comuni mortali, perchè “usurati”. A 60 anni, sette prima dei lavoratori comuni. Io come volontario sono entrambe le cose, quindi non potrò più fare interventi per legge ma la legge mi obbliga a continuare a lavorare anche in cantieri, fonderie, officine fino a 70 anni, lavori come tutti sanno di tutto riposo e senza rischi. Gli statali invece usurati da anni di servizio pubblico dove si lavora un giorno ogni quattro e che di notte se non ci sono interventi possono dormire pagati e in straordinario, possono ritirarsi dal lavoro prima. Un privilegio illogico come tanti dei dipendenti pubblici. Eppure… eppure io ho vissuto quella vita usurante e anche più per oltre trent’anni, e non solo un giorno ogni quattro ma tutti i giorni della mia vita, non dovrei essere usurato anche io, non dovrebbe essermi riconosciuto lo stesso diritto al riposo per il servizio prestato? Pare di no.  I cittadini comuni non sanno come funziona, ma io so perché vivo in entrambi i mondi, quello dei civili e quello dei Vigili, da oltre trenta anni, e so.
Quindi, ancora pochi mesi, ogni cosa che faccio non è più la prima o la solita, ma diventa l’ultima. L’ultima sterpaglia, l’ultima apertura porta, l’ultimo gatto, l’ultimo incendio di appartamento capannone auto camino cassonetto, l’ultima bufera, allagamento, albero caduto, persona in pericolo sul lavoro, treno deragliato, aereo caduto, calamità, api vespe calabroni serpenti cani mucche cavalli da soccorrere, infinite storie persone e immagini e situazioni. Per sempre. Il portale di questo fantastico mondo dove ho avuto la fortuna di vivere, operare, sognare, creare e partecipare di una visione del mondo reale del tutto diversa e straordinaria, sta per chiudersi per sempre. La prospettiva non è immaginabile per me, troppe le cose della mia vita quotidiana che ho cambiato in funzione del servizio, ogni minuto della vita di noi vigili volontari (no, non i discontinui, altra storia) è dedicata al servizio in tanti modi che non saprei neppure più elencarli tanto sono diventati parte integrante del mio quotidiano. Noi viviamo sempre pronti, pensiamo e lavoriamo, organizziamo ogni minima cosa, appuntamenti, vacanze, assenze, impegni, lavoro, perfino quando andare a fr compere o il bagno, in funzione dell’essere pronti alla chiamata, 24 ore su 24, 365 giorni l’anno, per ogni anno che ci viene concesso di esistere, e ogni secondo di questo tempo illumina, sostiene e guida la nostra vita. Come faccio a spiegarlo a chi non ne fa parte…
Ho provato con questo blog, ma le intenzioni sono diverse dalle vere capacità. Servirebbe uni scrittore vero, una persona informata ma capace di trasmettere sensazioni e percezioni ad altri. Non sono io, qualche frase l’avrò pure azzeccata, ma è poco. Ho tenuto un sintetico diario di questi ultimi mesi, se sarò in grado forse un giorno li svilupperò, chissà.
Cosa mi resterà non so, non so neppure come penserò “dopo”, adesso io sono ancora. Mi resteranno forse le decine di migliaia di fotografie che ho preso in quasi tutti gli interventi, ma l’essenza di questi non ci sta dentro, l’ho già cercata inutilmente. Le sensazioni, la consapevolezza, la visione del mondo che esistono in quei momenti sono molto oltre e di più. Iniziano appena arriva l’allarme, cessano quando si rientra ci si toglie la divisa e si esce dal cancello del distaccamento.
Mi resta spero il lavoro di ricerca storica che ho fatto in questi anni; per scrivere la storia del mio distaccamento ho imparato a frugare negli archivi storici, a leggere e interpretare documenti e a far rivivere episodi e personaggi scomparsi dalla memoria dei vivi. Non che la cosa interessi tanto a questi viventi, la storia non è un passatempo tra i preferiti degli italici odierni. Ma ormai vive in me, spero mi faccia compagnia.
Mi resteranno spero e forse gli altri vigili in pensione, ma non è detto, tanti appena usciti non si fanno più vedere, come se avessero dovuto rimuovere tutto.
E’ questo che temo, ma vedremo. La forza, potente, che tutto questo mi ha dato per oltre metà della mia vita dovrò pur lasciare qualcosa di sè… ho cercato di trasmetterla ad altri, a giovani, ai vigili di domani. ma i giovani sono diversi, non è detto.
Vabbè, la mia parte l’ho fatta, è ora di passare il testimone a qualcun altro. Avanti il prossimo, chi è di scena…

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