Friday, August 24, 2018


incendi e conigli – parte I



Mi sono preso un giorno di ferie venerdì per sbrigare alcune commissioni ' lavoro fuori città e al sabato molti uffici sono chiusi ' e giovedì notte me la sto dormendo, male a causa del caldo afoso che in quest'estate 2003 tormenta l'Italia, quando il cercapersone va in allarme. Sono le 2 di notte. Decido di andare, mi vesto con quel che trovo e ciabattando pericolosamente per le scale buie con la mente parzialmente addormentata mi avvio. Mentre corro con l'auto ' ma quanto traffico a quest'ora, non vanno mai a letto questi' ' sento dalla radio che la centrale sta dando le prime indicazioni al Raspa che è già in caserma ' ci abita vicino -: incendio cascinale a Lassa, via Bonini! Freno e imbocco la via della caserma evitando un paio di auto e i colleghi che stanno correndo come me allo stesso obiettivo e mi arresto bruscamente nel piazzale, illuminato dai lampi di luce blu del camion 190 che sta uscendo dalla rimessa. Corro anche io ad arraffare la mia attrezzatura e salto sul camion. Purtroppo anche stasera sono caposquadra, altri non se ne vedono. Il Raspa sta aggrappato al suo volante ringhiando e fa la faccia da duro, e chi glielo leva, gli altri dietro vociano e scazzano al solito. Inizio a vestirmi, gli altri saltano su completando la squadra e partiamo, sirene spiegate e semafori a favore. Il difficile, lungo la strada, è finire di infilarsi tuta, stivali, giaccone ed elmetto, sballottati tra una curva e l'altra, e contemporaneamente ottenere le altre informazioni dai colleghi informati e dalla sala operativa; mi dicono che la stalla, secondo la centrale, non è in uso ed è vuota.
Dalle poche e incerte informazioni inizio a delineare la situazione che dovremo affrontare. Speriamo che si tratti del solito incendio di sterpaglia, facile scambiarlo per qualcosa di peggio di notte e da lontano. Speranza vana, appena passato il ponte sul torrente Pilucco vediamo lontana nella campagna buia levarsi una colonna dritta di fiamme e fumo, altissima. O fienile o mucchio di paglia, è anche la stagione, ma non si capisce ancora di cosa si tratta. Da dietro, fra le chiacchiere e la confusione, suggeriscono 'fai partire la botte e la prima'. 'Centrale, Centrale dalla Mobile', 'avanti', 'Vediamo fiamme molto grandi, fai partire la botte, quando siamo più vicini di dà altri dati', 'OK, partiamo'. I colleghi dietro prendono gli ultimi accordi, chi prende questo, chi fa quello, poi tacciono: siamo pronti.
Imbocchiamo una sterrata impolverata che corre fra i campi costeggiando l'argine, e poi troviamo lo stradellino e sobbalzando arriviamo in un cortile pieno di alberi, che separa una casa colonica a sinistra e un fienile che sta bruciando a destra. Nel buio e nel fumo arrossato dalla luce delle fiamme vedo solo che le travi del tetto sono ancora su, ma è andato. Mentre informo la centrale e chiedo di mandare anche la prima, i colleghi saltano giù e si organizzano. Mi dicono che il proprietario sta arrivando da . Finalmente riesco a scendere per verificare la situazione. La pompa è già in funzione, hanno già steso le manichette. Sotto il rumore della pompa, le grida dei colleghi e il rumore familiare delle fiamme e dei frammenti di tetto che crollano. Non c'è vento, non sembra esserci pericolo di propagazione alla casa e ad altre strutture, nemmeno agli alberi e ai campi di stoppie secche, o ai silos di cemento ' che i vicini che assistono mi assicurano vuoti da anni (non ci dovrebbero essere nemmeno depositi di combustibili) -, quando vedo che Molla e il Nero hanno forzato la porta della stalla e stanno portando fuori dei grossi conigli bianchi. Vado a vedere: la stalla è piena stipata di gabbie in legno piene di conigli , anatre e oche, mentre decine di galline si lamentano, disturbate nel loro sonno. Altro che vuoto! E si sentono di sopra i rumori delle travi e delle tegole che cadono e percuotono il coperto della stalla; se crollano le colonne possono sfondare il coperto. C'è ancora poco fumo, ma la situazione peggiora. Aiuto a trascinare fuori alcune gabbie e controllo il tetto, bruciano solo le travi, sul coperto della stalla non c'è gran che. Dico di annaffiare la zona attorno alla stalla, per proteggerla e soprattutto per proteggere noi. Possiamo così terminare di portare fuori gli animali, molte gabbie sono troppo pesanti e dobbiamo aprirle e portare fuori gli animali in braccio. Non tutti sono dell'idea, e qualche gallina bisogna inseguirla. Intanto arrivano il proprietario, i carabinieri (il maresciallo è in maglietta e pantaloncini, è caldissimo anche per lui che era fuori servizio). E anche la botte e la prima. Ci mettiamo d'accordo, ci riforniscono d'acqua e ci aiutano. Ci prepariamo a passare qui la notte.

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