Friday, August 24, 2018

rescue me, prima serie, in Italia


Strano, ma è arrivato in Italia il serial Rescue Me; la prima serie è stata trasmessa sul canale FX di SKY nel mese di marzo 2008. Speriamo proseguano con le altre.
Si tratta delle incasinate vicende personali di un vigile del fuoco della squadra Engine 62 di New York City, Tommy Gavin, interpretato da Denis Leary. Che è stato anche l’ideatore della serie l’indomani dell’11 settembre, dopo aver perso alcuni amici e parenti. Per motivi familiari è cresciuto nei distaccamenti dell’FDNY, e ne conosce bene i retroscena.

(vedi la mia recensione di quatto anni fa: http://vigilfuoco.blog.tiscali.it//Rescue_me__pompieri_a_New_York_City_1091523.shtml)

Non aspettatevi la storia dei pompieri di New York, né interventi eroici, né banalità scontate, o le fantasie allucinate di analoghi (?) e pretestuosi serial italiani. C’è tanto della vita nei distaccamenti, ma dietro le quinte, dove il pubblico non entra.
Si intrecciano le vite private dei pompieri, le tragedie, i problemi, lo stress e le paure di chi fa un mestiere del genere, e delle soluzioni che inventa per tirare avanti, per sé e per la famiglia. Spesso non convenzionale, perché la realtà è questa, e le convenzioni e le procedure scritte non servono ad affrontare l’imprevisto. E con una dose di ironia e schiettezza, spesso crudele, che difficilmente può essere compresa da chi non fa questo lavoro. E il cameratismo autentico, dei compagni di mille avventure, con cui litighi pesantemente, ma con cui rischi la vita ogni momento. Spesso ricorda la serie italiana di Amici miei. Niente eroi, tanti fallimenti, tristezza e angoscia.
Tommy è un buon pompiere, ma è un pessimo marito e padre. Alcoolizato dopo l’11 settembre, separato, è violento, mente, ne fa di tutti i colori, ed è continuamente perseguitato dai fantasmi del suo passato, le persone che non è riuscito a salvare, il cugino pompiere morto, Gesù e la Madonna che cercano di raddrizzarlo.
Gli interventi ci sono, ma come casuale teatro delle chiacchierate tra i protagonisti. Vero che costa molto realizzare scene tipo Fuoco Assassino, ma è anche vero che il 90% degli interventi reali sono ben poco appariscenti. Per ogni incendio di appartamento (e quelli di NY sono ben tosti), ci sono decine di aperture porte, verifiche per fughe di gas, gatti e cassonetti del rusco.
Anche a me interesserebbe di più la vita del distaccamento, e invece per l’80% si parla dei casini familiari dei vari protagonisti. Peccato. Ma resta lo stesso affascinante anche, e mai del tutto fuori tema. Sospetto che Leary prenda molto da fatti reali.
Seguendo le notizie del FDNY da anni, noto che diversi temi d’attualità finiscono nel serial. Non tutti e non del tutto, ma ci sono. Le donne pompiere, i neri, gli scioperi (solo accennati), la politica, i gay, il supporto psicologico e le paghe basse, gli scherzi pesanti, l’alcool, la droga, il sesso, la corruzione di funzionari e politici, i preti pedofili, ecc. ecc.. Perché di quanto succede nei distaccamenti e nell’organizzazione antincendio USA molto è pubblico. Leggetevi il New York Times e i loro forum e, se volete, le biografie.
La cosa più sorprendente è quanto sia vicino e comprensibile per i pompieri italiani (quelli veri, operativi, non quelli dei ministeri o degli uffici – ovvio), e come le situazioni, familiari o sul lavoro, siano spesso simili sulle due sponde dell’oceano. I miei colleghi, che rifiutarono orripilati la serie inglese, sono piuttosto interessati in quella tradotta. I discorsi negli spogliatoi o sul camion hanno parecchio in comune coi nostri, così come le motivazioni, le cazzate, i dubbi.
Quando uscì negli usa metà dei pompieri lo accolse con entusiasmo come una foto della propria vita, metà lo rifiutò con orrore. Dopo quattro anni la serie è ben accetta, e molto seguita dal pubblico civile, pur con tante polemiche come quelle sui recenti episodi che mostrano scene di violenza e stupro.
Ritengo sia notevole la colonna sonora, per nulla scontata nè facile. Ogni episodio ha una sua lirica, ottima le musica, ma il testo è cucito sull’episodio.  

Nel complesso, la serie è piacevole, un po’ fuori dai soliti schemi e con qualcosa della nostra cultura. Poteva evere molto di più, ma non ce l’ha. Pazienza e accontentarsi.

Negli states stanno girando la quinta serie, prevista per febbraio 2009 su FX Network. Carini i mini- episodi che stanno trasmettendo nell’attesa. Sono state fatte quattro serie da 13 episodi, mentre per la prossima saranno 22. In rete troverete gli episodi originali in contemporanea alle trasmissioni americane.
In attesa del DVD, chi vuole può cercare gli episodi doppiati in italiano in rete, o comperarsi le quattro serie in lingua originale da Amazon: http://www.amazon.com/Rescue-Me-Complete-First-Season/dp/B0008JIJ1A/ref=pd_bxgy_d_text_b. Qualcosa si vede su YouTube, e ovviamente tutto si trova in rete.
Qui il sito ufficiale: http://www.rescuemetv.com/
E qui tutto sugli episodi: http://www.tv.com/rescue-me/show/24321/episode_listings.html?om_act=convert&om_clk=episodessh&tag=episodes;more
Il sito migliore dei pompieri americani:
http://forums.firehouse.com/forumdisplay.php?f=286

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