NESSUNA NOSTRA NOTIZIA DALL'ABRUZZO

In tv, dall’Abruzzo non vedrete i vigili del fuoco volontari. I soli volontari cui è impedito il prestare soccorso nelle calamità nazionali, sono proprio quelli del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.
Per questo motivo non posso scrivere nulla delle nostre esperienze in quei luoghi e circostanze.
Proprio questi volontari italiani professionali, abituati a intervenire quotidianamente in mille situazioni diverse di soccorso tecnico urgente, abituati da una vita a lavorare in squadra e con poche chiacchiere, in qualunque situazione, che sanno muoversi in quegli scenari e usare gli strumenti adatti.
Ma ciò accade solo in Italia, beninteso. Nei paesi civili, dove il 90% dei pompieri sono volontari, essi sono i primi a partire e intervenire nelle calamità nazionali.
Come mai? Non certo per legge, o per qualche regolamento o intesa o esigenza di servizio. Anzi, ci sono indicazioni di inserirli nelle colonne mobili, la loro professionalità di vigili può godere di quella del lavoro che fanno per vivere (muratori, geometri, ingegneri, falegnami, tecnici, autisti e operatori di macchinari e ruspe, ecc. ecc.); ecc. ecc.
Pare sia un ordine dei sindacati di categoria. Nessuna attività che frutta soldi a un dipendente dello stato può essere occupata da un volontario parassita. E possibilmente non devono apparire in tv o in pubblico, non devono partecipare ad alcuna attività di soccorso che possa evere una rilevanza sui media o sull’imagine del corpo. Non devono usufruire di corsi, esercitazioni o iniziative rievanti. Che nessuno sappia che esistono o che operano nel soccorso.
Gli appestati li tattavano meglio.
Ovviamente concorre anche una notevole mancanza di interesse da parte dell’amministrazione, occupata in altre faccende.
E quindi non devono andare neppure in Abruzzo. Lo possono solo vedere in TV, commentare e discutere sulle tecniche di soccorso, studiare i danni e le caratteristiche nelle immagini sullo schermo. Restando seduti e impotenti, mentre i comandi provinciali si arrabattano per riuscire a far partire tutti i permanenti senza compromettere l’efficienza del servizio quotidiano.
Ci possono andare, volendo, ma solo se si inseriscono in altre organizzazioni, come la Protezione Civile, o il 118. Con un’altra divisa, con altri mezzi e con altre competenze. E tanti lo stanno facendo.
Tanti colleghi permanenti, pensate un po’, si chiedono come mai, mistero misterioso, la Protezione Civile è in continua espansione, di uomini, mezzi, risorse e competenze, e il Corpo Nazionale no. Non ci arrivano, non riescono proprio a capirlo. Eppure i loro sindacati di categoria hanno ostacolato l’espansione dei propri volontari in tutti i modi possibili, hanno impedito la creazione di nuovi distaccamenti volontari (meglio nessun pompiere sul territorio piuttosto che un volontario), cedono competenze inutili come gli incendi di bosco, la logistica della calamità locali e nazionali, ecc. ecc. , e sono stati incrementati i vari servizi a pagamento (teatri, spettacoli, manifestazioni, ecc.). Da vent’anni mi sforzo di spiegarglielo, a tutti i livelli, ma non ci sentono. E ormai non si torna più indietro, è troppo tardi, prima o poi la PC assorbirà o sostituirà del tutto il CNVVF.
Vediamo tutti adesso in tv che la PC ha raggiunto livelli di organizzazione ed efficienza enormi. Ad ogni calamità fanno un grande passo in avanti, e quella competenza che all’inizio non aveva si sta formando, in modo sempre più serio. Ormai le competenze non sono più nemmeno limitate ai soli campi base e logistica (che già danno un bel daffare). Lo so che in tv, dietro gli intervistati in divisa nuova e pulita di ogni tipo in primo piano, si intavvedono i pompieri al lavoro, cone le divise impolverate e sempre attivi, ma l’immagine che viene data continua a essere un’altra. Ma ci sono tanti altri al lavoro, e i campi e la logistica, che dovranno durare mesi o anni, ci sono e funzionano sempre meglio.
Ormai gli manca solo il soccorso tecnico urgente (a dirla tutta in diverse località già la fanno, ma non ditelo in giro).
Se noi passassimo sotto la PC, assieme alle nostre attuali competenze, potremmo aprire i migliaia di distaccamenti volontari che il paese ci chiede da sempre nel giro di un anno, garantendo finalmente il soccorso urgente in tempi decenti a tutto il territorio italiano. Come è nel resto d’Europa, e nei paesi civili del mondo. Se non lo facciamo, pazienza, lo faranno comunque loro. Solo un po’ più tardi.
Chissà come si sta in Protezione Civile, senza sindacati ?
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AGGIORNAMENTO – 10 aprile 2009
Mi hanno scritto e riporto:
"Gli unici vigili del fuoco volontari partiti sono quelli di Belluno ed alcuni del distaccamento di Lari (Pisa) con carro cucina che è assegnata a quella sede.
Comunque la presenza dei VVF volontari è assicurata dai Trentini, Val d’Aosta e Bolzano
Dalla Francia (confermato dal responsabile logistico dei VVF volontari francesi) lunedì 6 aprile sera è arrivata di VVF Francesi (10 una squadra dei VVF della Savoia e del Rodano).
Un’altra squadra è partita autonomamente da Nizza.
Comunque in Piemonte lapartenza della colonna dei VVF è stata oggetto di verbale di riunione tra la Direzione Regionale e le OO.SS (assente qualunque rappresentanza dei volontari). "
LASCIO AI LETTORI I COMMENTI
AGGIORNAMENTO – 16 aprile 2009
Senza limite di arroganza.
Ricordate? unica concessione alla componente volontaria del corpo nazionale per partecipare ai soccorsi del terremoto, era di andare ogni tanto nei comandi provinciali a tappare i buchi lasciati dai permanenti partiti.
Bè, non va bene neppure questo. Comunicati vari e lettere di proteste delle OOSS a ministeri e papi vari, denunciano che così si procurano problemi ai volontari e si impedisce ai permanenti di fare i doppi turni. Così facendo questi non possono godere dei compensi straordinari relativi, oltre a perdere i compensi di trasferta che spettano ai colleghi partiti.
Bè, nessuno li ha autorizzati a parlare a nostro nome, nè siamo stati interpellati su questi o altri problemi.
Ragazzi, ci vuole veramente una pazienza smisurata. Perchè fanno ben di peggio.
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