tetti in fiamme

'Stavo prendendo il caffè dai suoceri' brontola Giacomo, detto il Pera, mentre cerca di infilare il piede nello stivale, ficcando un gomito nel fianco di Franco che gli sta seduto accanto. Siamo in sei, il Cs ' il caposquadra – lo fa Cioppi, così io sono libero. 'C'erano i tortellini, la mamma della Giulia li fa ancora bene, e poi anche il resto, adesso sono gonfio e non so se riesco ad andare sul tetto' 'Io invece ho fatto da mangiare da solo, Maria è andata a una gara'. 'Oh, guarda quella che culo!' 'Dove, dove'' Le solite chiacchiere, tutto normale.
Dal finestrino si vede il cielo nuvoloso, c'è vento e fa molto freddo, ma l'aria è limpida. La sirena strilla a manetta, non c'è molto traffico, ma è quello soporoso e distratto della domenica pomeriggio, e quindi meglio essere prudenti. L'autista è un pezzo che non veniva, strappa spesso ed è troppo nervoso, speriamo si calmi e trovi i comandi della pompa.
Il CS sta ricevendo altre informazioni dalla sala operativa: 'Il proprietario dice che esce un po' di fumo dal tetto, non vede fiamme ma è meglio controllare, c'è un caminetto a legna. Ti ho inviato anche l'autoscala, se ti serve la botte dimmelo'.
Mancano duecento metri, ma dietro le case si vede una colonna sottile il filo di fumo. È del colore sbagliato, giallo scuro e molto denso: la faccenda è seria, i colleghi smettono di scherzare e fanno silenzio. 'Prendiamo la corda'' 'Certamente, e tieni anche pronte le bombole, se dobbiamo entrare servono, in due mi raccomando' 'prendete anche un'altra corda per tirar su il naspo e la sega' Franco è un 'anziano' ormai, ma viene poco spesso e si innervosisce spesso. Stefo è più 'giovane' ma c'è quasi sempre, è tranquillo come quasi tutti noi.
Scendiamo veloci e, mentre l'autista piazza l'APS, Cioppi parla con l'inquilino agitato.
La palazzina è a due piani, moderna, il tetto in legno, del tipo 'aerato'. Ne abbiamo già fatti tre o quattro nel passato inverno, il fuoco velocissimo in un paio di casi ha divorato mezzo tetto e un pezzo dell'appartamento di sotto, un disastro. Stavolta siamo in tempo, dobbiamo agire molto velocemente per fermarlo prima che si propaghi. Il fumo esce dal colmo del tetto, e il camino è sul bordo: significa che lo spazio interno al coperto, tra gli strati di legno di cui è fatto, è già invaso dalle braci, dal fuoco e dai gas combustibili che il calore ha distillato dal legno e dal bitume, praticamente come se fosse un grosso serbatoio pieno di gpl pronto ad avvampare appena riesce a prendere aria..
'Prendiamo già la scala'' propone il Pera; 'si, veloci, piazzala dietro dove il tetto è buono.' Guardo preoccupato il comignolo, che pende pericolosamente da un lato; si dev'essere bruciato uno dei travetti d'appoggio.
Intanto l'autista ha avviato la pompa e ha preparato il naspo. Franco ha il sacco con le corde di sicurezza in spalla, io prendo una corda normale, servirà per issare gli attrezzi dopo, adesso bisogna andare sul tetto e aprirlo, subito. Mentre preparano la scala vado con Cioppi a verificare l'appartamento al primo piano, e infatti in alto vicino alla canna fumaria del caminetto da un piccolo squarcio nel soffitto soffia uno spiffero di fumo giallo grigio quasi solido che avvampa in una bella fiamma, ha sentito l'aria. L'inquilino è ovviamente super agitato 'c'è già il fuoco, c'è già il fuoco e prima non c'era'. Se la fiamma allarga la fessura entra l'aria nel serbatoio e il tetto parte tutto, è questione di minuti.
Issiamo con la corda il naspo per fermare la fiamma nell'appartamento, si bagnerà un po', ma meglio bagnato che bruciato, no' Franco, che ha pure l'autoprotettore, e Ciccio restano qui a difendere l'interno della casa.
I ragazzi sono già saliti sul tetto e stanno scoprendo il coperto, ammucchiando le tegole da una parte, Gli butto la corda e l'autista gli attacca la motosega. Salgo anche io dalla scala, facendo molta attenzione a dove metto i piedi. Bene, il tetto non è ripido e si riesce a camminare in sicurezza sulle tegole nuove. Il coperto è in legno, è ancora tutto buono e tiene. Giù in strada è già pieno di gente, ragazzini e curiosi col naso in aria. L'autista ha messo il nastro per delimitare la scena e tenerli fuori; adesso sento che sta dando istruzioni via radio all'autoscala e alla botte che stanno arrivando dal Comando. Bè, ormai sul tetto ci siamo, comunque serve sempre. La botte se siamo svelti non serve.
Qui il fumo è aumentato, fortuna che il vento lo porta via, è denso e tossico, ha voglia di bruciare ma la fiamma non si vede ancora, dev'essere intrappolata dentro oppure sono le braci. Mi metto anche io a togliere le tegole e strappare i fogli di coibentante, sembra polistirene, chissà che porcherie chimiche sta producendo col calore. Sto alla larga dal fumo, per fortuna è poco, ma fa schifo e qualche zaffata portata dal vento mi toglie il respiro e ogni tanto non vedo più niente.
'Cioppi, guarda che è arrivata l'autoscala, il caposquadra vuole sapere dove deve piazzarla' È chinato e sta strappando il rivestimento, si alza e fa segno di metterla davanti. Ormai non serve più tanto, fortuna che il tetto tiene bene e possiamo camminarci sopra. Non va sempre così bene, si lavora male quando c'è il rischio di cadere di sotto. A proposito, meglio stare alla larga dal bordo, non si sa mai che ceda qualcosa..
Ormai abbiamo messo a nudo il legno, vicino alla canna è tutto nero, carbonizzato. Fazio inizia a tagliare con la motosega ampie porzioni, attento a non intaccare le travi portanti, e finalmente il fumo e i gas riescono ad uscire del tutto e a disperdersi; adesso non si infileranno più nella casa. Col naspo bagniamo la parte incendiata, le braci e tutto il resto con poca acqua. Non c'è più fumo, tutto è spento, pericolo cessato, non brucerà più nulla e la casa è salva. Noi siamo un po' neri di fuliggine, ma poca roba stavolta.
Bisogna tagliare e rimuovere le parti danneggiate dal calore e il comignolo, che pare la torre di pisa. Quando lo adagiano sulle tegole si vede bene il largo tubo di metallo che costituisce la canna del caminetto tutta incrostata di fuliggine ' ma che c'ha bruciato dentro ' ' e la coibentazione che la toccava è incenerita; è partito proprio da qui, come al solito. Quello che l'ha messa è proprio un deficiente. Scatto un po' di foto con la mia portatile, così documento.
L'autoscala ci ha portato un po' di assi e un bel telo di plastica grande; Cioppi ci dice dove stenderlo per coprire il buco. Per stanotte è prevista neve, almeno l'appartamento resta abitabile. Scendo dalla scala, vado a vedere come è messo. Franco ha fatto un buon lavoro 'hai visto, ho anche scopato via l'acqua dal pavimento'. Sul soffitto si vedono i tagli fatti con la motosega e da qualche squarcio si vede il cielo. Ma c'è solo un poco di muro annerito, pareti e mobili non sono danneggiati, è andata bene, i danni al coperto si limitano a pochi metri quadri. Qui è tutto in legno ' soffitto, pareti, mobili, poteva bruciare tutto quanto. Un paio di mesi fa è andata ben peggio, quando siamo arrivati c'erano fiamme alte sei sette metri e il fuoco aveva invaso ormai tutto il tetto e anche la mansarda. Un danno enorme.
Bè, ogni tanto riusciamo anche a salvare qualcosa.
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