Friday, August 24, 2018

una piccola storia ignobile


Mi hanno raccontato una storia, ovviamente inventata, e ve la voglio riferire, perché sappiate quante e che tipo di calunnie si raccontino sugli enti pubblici, condotti da Sindacalisti (possano gli angeli sempre proteggerli) il cui unico scopo nella vita è ovviamente servire il cittadino.
C'era una volta un paesino, chiamiamolo Brivio, in mezzo alle montagne di una nazione al di là del mare e dei monti, ormai grande e popoloso, attraversato da alcune strade importanti con tante auto, camion, autobus, e una ferrovia. C'era ormai una bella zona industriale, un ospedale, scuole, tante case. Tranne la caserma dei pompieri. Tra incidenti stradali, incendi di bosco e non, allagamenti ed emergenze varie, si contavano in zona ormai duecento interventi l'anno. Lontano dalla grande città, anche i pochi distaccamenti presenti in zona ci mettevano parecchio ad arrivare, soprattutto col brutto tempo. La gente di montagna non chiama per cose da poco, come una porta chiusa, un paio di vespe o un po' di sterpaglia che brucia lungo la strada.
Alcuni cittadini avevano fatto notare la cosa al sindaco e alla polizia civica, e un paio di casi erano anche finiti sul giornale: 'auto in fiamme nella notte, coinvolti due autobus, grave ritardo dei soccorsi, minacciati i palazzi limitrofi'. Ma il sindaco aveva già tanti problemi, compreso quello col piano regolatore e suo cognato, noto imprenditore edile della zona. L'opposizione era già in fermento e minacciava denunce a lui. Insomma, aveva ben altri pensieri.
Un giorno capita che il signor Gino, di passaggio per Brivio, trova la strada bloccata dal solito tir rovesciato e, nell'oretta di attesa dei soccorsi dalla grande città, si ferma al bar davanti al municipio, e per caso ci incontra il sindaco. Com'è come non è, si finisce a parlare di soccorsi e Gino spiega al sindaco che dove abita lui avevano lo stesso problema, ma l'hanno risolto con poca spesa. Da qualche anno hanno istituito un distaccamento di pompieri volontari, perché non farlo anche lì' Funziona come uno di Stipendiati, ma i pompieri sarebbero cittadini del posto, addestrati dall'Officina Provinciale delle Pompe, e lavorerebbero in sincrono con quella. È un po' come nel Trentino italiano, dove ogni comune ha il suo distaccamento, con uomini e mezzi immediatamente disponibili. O un qualunque paese del mondo civile europeo, Francia, Germania, Svizzera, ecc. Il comune deve solo fornire l'edificio e trovare i volontari. Caspita, pensa il sindaco, avrei il servizio e ci farei pure un figurone con i miei elettori, proviamo 'mi dica come avete fatto e poi ci sentiamo'.
Passa un mese e il signor Gino incontra di nuovo il sindaco. Questi ha contattato il Gran Pompiere Provinciale e ha pure fatto la dovuta domanda ufficiale al Pompierato Supremo nella capitale. Inoltre ha fatto circolare la notizia in paese, e inaspettatamente si sono offerti almeno sessanta ragazzi per iniziare i corsi. L'edificio adatto l'ha trovato, parte di un capannone comunale nuovo con uffici e servizi, non ancora tutto destinato. Deve ancora verificare diverse cose, ma il progetto va avanti alla grande, entro un anno il suo comune e quelli vicini avranno il servizio di soccorso assicurato per sempre, come già tanti in provincia.
Poi al signor Gino non arriva più alcuna informazione. Il sindaco al telefono non risponde. Finché un giorno, al bar, legge sul giornale che a Brivio si aprirà un distaccamento di Stipendiati, in via provvisoria. Ma come' Che è successo' E dove li trovano i pompieri da mettere là se l'Officina Provinciale delle Pompe non ne ha neppure per garantire le proprie partenze' Gino sente puzza di sindacalisti (sia benedetto il petterno che pestano) e indaga. Qualche conoscente a Brivio e all'Officina ce l'ha.
Quando i sindacalisti (sia loro gloria imperitura) dell'Officina Provinciale hanno appreso la novità, sono insorti in coro: 'Questo distaccamento non s'ha da fare! Non sia mai che altro sacro (a noi) territorio provinciale venga occupato dai barbari volontari (senza tessera e non controllabili da noi sindacalisti – gli dei ci onorino sempre come si deve -)! O noi, o niente soccorso ai cittadini traditori. Abbiamo fatto tanta fatica a tenere libere intere regioni e isole della nostra nazione da questa piaga dei pompieri volontari, non permetteremo un'altra onta qui da noi!'.
Poi non gli è sembrato vero di mettere le mani su una caserma già quasi pronta, senza fatica alcuna, il Pompierato Supremo ormai non ha più risorse né per gli edifici né per gli uomini. Un piccolo accordo in più col Gran Pompiere Provinciale, e dopo una breve indagine viene convinto pure il sindaco. Miracolosamente l'opposizione di Brivio dimentica tutte le presunte irregolarità nel piano regolatore, mai esistite. Ai cittadini basta raccontare la solita storia che gli Stipendiati offriranno un soccorso 'vero', professionale, e immediato, mica quello da dilettanti che ovviamente offrono i volontari. Tanto loro che ne sanno della realtà e della storia della Componente Volontaria dell'Organizzazione Nazionale dei Pompieri'
E così, dopo diversi mesi di propaganda e di acquietamento delle acque, si trova un mezzo di fortuna e inizia il servizio. No, non con i venti o trenta pompieri tipici di un distaccamento volontario, ma quattro (4) uomini, scelti fra i più fedeli alla tessera e aspiranti al nulla facere agognato dai peggiori dipendenti statali, prevedibile in un posto del genere. E con un servizio diurno, di notte niente soccorsi, non c'è personale. Ma 'col tempo troveremo le risorse, e il distaccamento opererà come prevede la legge, non dubitate'.
Ora sono passati alcuni anni, e il servizio è, se possibile peggiorato. I pompieri Stipendiati ci sono ancora solo di giorno, e quando l'Officina Provinciale delle Pompe ha molti interventi, o pochi pompieri, cosa che capita sempre più spesso, il distaccamento viene chiuso. Le spese dell'edificio, chiuso o aperto, restano a carico del comune, quindi dei cittadini, che non hanno neppure un soccorso decente 24 ore su 24. E un solo mezzo di soccorso, piccolo. Se serve qualcos'altro, tipo un'altra squadra, bisogna aspettare che arrivi dall'Officina Provinciale, come prima. Quindi, cittadini presi per il culo due volte, perché dopo tutte le promesse e i soldi spesi, non hanno ancora un servizio decente. Che avrebbero da anni se il progetto iniziale non fosse stato sabotato.
Da notare, mi diceva l’amico che non è mica che bisogna per forza fare solo distaccamenti volontari! Ma perchè passare il tanto tempo libero disponibile a ostacolarli, invece di dedicarlo a migliorare tutti i distaccamenti, e soprattutto lavorare a crearne di Stipendiati là dove servono davvero, ovvero dove il rischio è più alto' Ne serviva giusto uno nella zona industriale di una grande città, ma i Sindacati (sia benedetto il loro nome) hanno deciso che era meglio utilizzare le risorse disponibili per evitare che sorgessero nuovi distaccamenti volontari. He, le priorità anzitutto, no'
Dimenticavo, l'altro giorno il sindaco ha ricevuto una telefonata: 'A fine anno purtroppo con la crisi di personale che c'è, il distaccamento verrà chiuso. Ma temporaneamente, non si preoccupi, tra un paio di anni riaprirà sicuramente, ce lo tenga libero e in ordine. Lo riferisca pure ai suoi cittadini, signor sindaco. Ma non si sogni di parlare di volontari. Siamo intesi. Vero''
Aggiornamento.
Per non chiudere il distaccamento per mancanza di personale e fondi, ci hanno mandato 4 “discontinui” più un caposquadra. I “discontinui” sono personale iscritto come volontario presso i comandi, che vengono richiamati in servizio ogni tanto per pochi mesi, poi vengono cambiati (non oltre qualche mese l’anno, ma in genere non fanno interventi per anni, quindi non è che abbiano grande esperienza) a stipendio come il personale fisso.
Quindi, pochissima esperienza, e costo enorme alla collettività.
Oltre alla beffa, il danno pubblico.
Un distaccamento volontario, dicono i conti, costa otto volte di meno circa di uno stipendiato.
Tutto qui. Una storia davvero poco credibile. Come si può immaginare che qualcuno tenga una popolazione intera succube dei propri interessi personali, e proprio in campo di sicurezza e incolumità pubblica' E figuratevi che mi hanno anche raccontato che questo è successo, e sta succedendo adesso, in tanti paesini di quella bella nazione, soprattutto in una regione fiorita che dà sul mare. Nel sud poi, è vietatissimo, anche per via di simpatiche associazioni private che controllano qualunque attività economica (ignote qui).
Pare poi anche che il mio amico abbia ricevuto minacce dai soliti sindacalisti (che i santi ne guidino i passi) offesi, pare, dal fatto che qualcuno abbia osato parlare di certe cose che non gli competono.
Figuratevi se accadesse una cosa del genere da noi! Impossibile, no?

No comments:

Post a Comment