Friday, August 24, 2018

crash reality


Notte, sulla provinciale; davanti e dietro i fari in fila delle auto ferme in attesa che riapriamo la strada. Paolo e Gianni stanno terminando di spazzare la carreggiata e di spargere il granulare sulle macchie d'olio. Odori di fiori, di campagna, si sentono meglio nel buio. Silenzio, solo qualche voce e il rumore del carro attrezzi; le ambulanze sono già andate. Prendo ancora qualche foto di questo macchinone.
Si vede bene la tipica bozza sul parabrezza lasciata dall'autista, circondata da cerchi concentrici. Tipico di chi non usa la cintura. Molto furbo, molto macho, la cintura è roba per gli altri, gli inferiori. Chissà se gli sono rimasti gli inferiori, gli incisivi intendo. No, nel vetro non ci sono denti infilati, e neanche dentro. Giusto il solito volante spezzato, col piantone che gli sarà entrato nel torace; se gli va bene saranno minimo quattro o cinque costole rotte.
Sangue non ne vedo, strano, forse sta sotto. Senza cintura, di solito le gambe si spezzano e i femori escono, magari si saranno solo incrinati. Gliel'auguro. Tutte le volte così, sarà il duecentesimo incidente che vedo. E dire che basta così poco per mettere la cintura, si possono risparmiare anche tre mesi di ingessatura e rieducazione. Quando va bene. Un incidente può sempre capitare, ovvio, ma perché peggiorare le cose'
Per fortuna sono in tanti a usarla. Devo dire che da quando c'è l'obbligo sono molto diminuiti sia i morti che i feriti gravi. Chiaro, se la botta è forte i danni ci sono; per esempio c'è chi si lamenta che la cintura gli ha fatto un segno o un taglio sulla pelle. Ma se non c'era, altro che taglio.
Lo stesso col casco. Quanti ragazzini abbiamo tirato su col cranio spaccato, il naso maciullato, lo scalpo sparso per strada. Da quando c'è il casco obbligatorio ne abbiamo fatti molti molti di meno, e per lo più proprio quelli senza.
Mi sa che aveva ragione quel fotografo di Benetton, bisogna farle vedere queste scene, a tutti, e con i particolari. E dire anche cosa succede dopo, sia ai morti che ai vivi: la rovina del lavoro, della famiglia, delle spese mediche, della rieducazione, della vita che cambia per sempre. Altro che censura. Altrimenti la gente non sa, non si rende conto, non capisce.
Vi ho detto che voli fanno i bambini con uno scontro' Sembrano proiettili, bucano anche il vetro davanti.
Sapete, l'incidente stradale è la terza causa di morte nel mondo, in africa la prima. Peggio della guerra. Servono strade più sicure, larghe e ordinate ' è compito degli enti locali -, poi meno cretini per strada ' compito di non so chi, magari l'informazione aiuta – , e più cinture e caschi ' compito nostro, facile, se usati bene.
Penso sempre a una lotteria: quando accendo il motore e vado in strada, compro un biglietto; oggi sulle strade della mia regione verranno estratti a sorte tot incidenti, con tot morti e tot feriti. Chissà cosa ho vinto col mio biglietto' Qualcuno verrà estratto di sicuro.
Se qualche mio posto precedente è parso troppo leggero, vi informo che da questo ho tagliato qualche considerazione troppo cruda. Su con la vita.

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