Friday, August 24, 2018

arrivederci, mio comandante


Sapevo che ormai era ora. Mi sono assentato una settimana, e al mio ritorno il comandante provinciale era cambiato. Ne ho ormai conosciuti parecchi, circa ogni 8 o 10 anni il ministero li sposta, secondo disegni complessi e imperscrutabili. Si tratta di carriere di funzionari pubblici, in rotta verso ambite poltrone romane, ma ciascuno con stile e priorità diverse.
Per noi umili soldatini del grande esercito dei vigili del fuoco (sempre più esiguo, a ben vedere) questo importa, perché qualche novità c’è sempre, a volte piccola, a volte grande. Ma mai troppo, perché l’inerzia del sistema è notevole.
Ma se non si sa come sarà il nuovo, si sa com’era il precedente. Quindi molto spesso non si vede l’ora che ci sia un qualche cambiamento. Raramente, invece, dispiace. E questa era una di queste rare volte. Anzi, nella mia vita, l’unica volta. Sarò senz’altro una persona di gusti difficili, ma il passato comandante a me andava parecchio bene. E mi spiace veramente tanto che non ci sia più. So che adesso gli hanno affidato una provincia particolarmente impegnativa e interessante, con un territorio vario e peculiare per geologia, insediamenti urbani e industriali. Se la caverà benissimo, su questo non ho dubbi. Qualche timore invece lo posso avere per il mio distaccamentino di provincia, per di più volontario.


Il nuovo dirigente, in genere, all’arrivo deve mostrare di saper prendere in mano la situazione: amministrazione, risorse, personale, sindacati, enti locali, problematiche del territorio, ecc., e non lo invidia nessuno. Così di solito comincia a dare ordini, rivoluziona alcuni servizi, fa qualche controllo, sforna un po’ di ordini del giorno e così via. Il personale, dall’altra parte, lo studia con diffidenza, cercando di vedere fin dove può arrivare per influenzarlo e coglierne i favori. In questo i sindacalisti sono maestri, alla pari solo con i funzionari e le loro pratiche di prevenzione.
La speranza è che non faccia troppi danni, prima di capire la reale situazione. E qui si vede a quale dei due gruppi appartiene: ai comandanti burocrati o ai comandanti pompieri.
I primi non sanno molto di interventi e personale, ma conoscono le leggi e come si fa carriera, come rapportarsi coi sindacati e come avere il culo parato e una buona immagine pubblica e verso il ministero. A volte hanno una personalità forte, a volte no e diventano schiavi dei sindacalisti e dei politici. Di questi ne abbiamo avuti parecchi e uno in particolare che è stato una sofferenza unica, da non ripetere. Non sapeva neppure come si indossa un elmetto, e nessuno l’ha mai visto in divisa.
Dovete sapere che la componente volontaria del corpo nazionale è vista, da una certa parte del corpo che comprende anche molta dell’amministrazione centrale, come inesistente o come un corpo estraneo da sopportare e di cui diffidare. E i sindacati hanno fatto della guerra contro di noi una delle poche bandiere e degli ideali leganti il branco di cui sono a capo, avendo evidentemente ben poche altre idee. Meno ci conoscono e più hanno da dire, perpetuando le leggende metropolitane create nelle loro piccole menti allucinate e fanatiche.

I comandanti pompieri sanno cosa vuol dire andare in autostrada a dirigere le operazioni in un incidente importante, oppure, a qualunque ora, possono capitare su un intervento per vedere come va. E lo fanno in divisa ed elmetto, guanti in tasca. Possono anche arrivare a disertare una riunione dal prefetto per farlo. E sanno dirigere un intervento con competenza. Si interessano del personale, che conoscono, vigile per vigile, e visitano spesso tutti i distaccamenti, partecipano alle feste e alle cene, e conoscono i volontari per quanto sanno fare, senza sentire alcuna necessità di discriminarli, e li trattano come ogni altro vigile. Quando si parla di interventi, hanno episodi e racconti da riferire, consigli da dare. E quanto ai sindacati, li fanno stare al loro posto.
La persona che se ne è andata era uno di questi. Non perfetta, ovvio, con le sue pecche e compromessi, come tutti.
Il nuovo non si è nemmeno ancora fatto vedere nei distaccamenti, a differenza di tutti i suoi predecessori, ma diamo tempo al tempo, ha di sicuro i suoi problemi. Intanto ha già riempito comando e distaccamenti  di nuovi moduli da compilare quotidianamente. Alcuni sono fatti apposta per i volontari, e richiamano sinistramente tante diffamazioni di stampo sindacale. Primi segni sinistri, vedremo. Noi abbiamo le spalle larghe, temprate da secoli di esperienza.

Mio caro signor comandante, conservo con affetto il ricordo del nostro ultimo incontro, su un intervento mentre pioveva, in mezzo al fumo e al frastuono delle motopompe, quando, in divisa e sorridente, è venuto a salutarmi con la sua solita cortesia, contento di stringermi la mano sporca di fuliggine.
Arrivederci, signor comandante. Con persone come lei il Corpo può avere speranze, e un futuro in cui credere.

Commenti
  1. He, chissà ? Posso solo dire che se assomiglia alla mia descrizione, allora la persona che indichi può essere rara e in gamba. :)(uno dei motivi per cui mantengo un certo riserbo, è che i sindacati hanno messo una taglia sulla mia testa per certi fatti di tanti anni fa. ovviamente a favore della componente volontaria del cn vvf e del corpo in generale – ma che vitaccia me tocca fà…)
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  2. La persona che indico, l’ho vista una volta sola, quindi non sono sicuro che sia la stessa di cui parli tu. Più che altro il sospetto mi nasce da come hai descritto il comando a cui è stato assegnato, che potrebbe essere il mio.
    Se uso la funzione “contattami”, posso contattarti in privato?
    Grazie, ciao.
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  3. Aggiornamento.
    A distanza di alcuni mesi, il nuovo Comandante non si è ancora visto, non ha fatto il giro dei distaccamenti nè si è presentato. Mai visto su un intervento.
    Non solo, pare abbia snobbato anche gli inviti a incontri di diversi sindaci, e perfino del prefetto. Qualcosa non funziona proprio.
    Pare ami le carte, i regolamenti e fare lezioni e libri di prevenzione.
    Ha inviato un sacco di ordini del giorno a proposito di moduli da riempire, e a noi personale volontario va anche bene, in centrale pare che i moduli da riempire quotidianamente siano molti di più.
    Adesso vorrebbe anche che noi comunicassimo quotidianamente un foglio con le presenze nominative e sottoscritte ora per ora. (cosa che io son uso chiamare: lavoro a tempo pieno, e faccio già altrove perchè per campare mi serve un stipendio, per piccolo che sia  ).
    Non mi pare che sia un comandante pompiere, voi che dite ?

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