pompieri nel far west

Ore 16.00, sabato, orario della costa occidentale degli stati uniti; in italia saranno le 8.00 circa. Sono seduto all'ombra sulla panchina di marmo, presso la chiesetta protestante. Cerco di ripararmi dal vento fortissimo e secco che spazza le strade deserte, sotto un cielo di un incredibile blu cobalto. Non sembra, perché il territorio è piatto, ma siamo a 2400 metri. E qui sto proprio, cari amici, nel far-west del mito!
Questa è solo la relazione di una visitina, niente avventure. Non sui pompieri, almeno. Se mai dopo, ma è un'altra storia (vedere in fondo).
Al momento sto aspettando che si faccia vivo qualcuno nella casermetta dei pompieri dall'altra parte della strada, la Station One del Fire Department di Laramie, Wyoming (usa), all'incrocio tra la Quarta e la Main Ave. Già che sono qui, bisogna pure che approfitti, se no quando ci parlo io con i colleghi americani' E poi son capaci tutti di andare da quelli di New York, ormai l'FDNY è un mito straordinario per tutti noi, quasi oltre l'umano. Ma andate invece a trovare i colleghi del west, se siete capaci!
Lo stile dell'edificio è, giustamente, western classico americano anni '30, in arenaria arancione. Al piano terra stanno i grandi portoni con vetrata che si aprono sulla strada, decorati con le iniziali rosse in font gotico LFD, di sopra altri due piani con gli uffici e le camerate. Parcheggiato davanti c'è un automezzo che dovrebbe essere una unità medica, qui fanno anche l'EMS. Dalle vetrate si intravedono tre possenti automezzi rossi decorati in oro e cromature da ufo-robot. Il piazzale è presidiato da un bell'idrante, giallo, rosso e blu. Bè, ce n'è uno ad ogni incrocio di strada qui, ben dipinto e scommetto in piena efficienza, qui gli edifici sono quasi tutti di legno e i pompieri mica hanno le autobotti come da noi.
Per strada non c'è nessuno, ogni tanto passa lento un pick-up, mi sa che è il traffico normale. I grandi corvi reali gracchiano sugli alberi altissimi che costeggiano le strade, davanti alle villette in legno colorato ornate da giardini fioriti. Il mitico far west sarà perduto in un passato ormai lontano, ma mi sa che ne è rimasto parecchio qua attorno. Un borbottìo esce da un rimorchio di un pick-up parcheggiato all'ombra vicino ad un bar, c'è dentro un cavallo. Strano, non si sente l'odore che si sentirebbe da noi, o l'hanno lavato e profumato, o qui le cose funzionano diversamente.
Finalmente un passante, una bella ragazza che fa footing. Indossa calzoncini e una maglietta blu con una scritta bianca. Riconosco a distanza il familiare simbolo della croce di malta e la scritta dietro: 'Fire Department'. Quando si ferma ad un semaforo rosso mi affretto a raggiungerla. Mi presento e lei, gentilissima, mi trascina immediatamente verso il distaccamento, dove evidentemente lavora. Apre la porticina laterale ' tutta vetri ' che dà sull'autorimessa, e poi su per le scale in un corridoio ornato di quadri e mobiletti. Mi presenta un collega, 'the main of the department', ma mica perché è il capo, è solo alto un paio di metri, gli altri son tutti più bassi. E saranno a dormire o fare altri lavori, chissà'
Classici baffoni, in divisa blu, mi porge la mano e mi chiede qualche informazione. Mi mostra un pannello alla parete, l'organigramma del personale, con foto e qualifiche, stampato e in ordine. Solo due ragazze, non hanno molte richieste mi dice, anche se adesso le resistenze contro le donne ormai non ci sono quasi più. Gli altri sono tutti giovani e anche ben messi, qui la selezione è rigorosa, e dopo vanno in pensione presto. Niente vecchi bacucchi o intrallazzati con le prevenzioni qui.
Tutto è in ordine e pulito, e anche molto accogliente. L'edificio è rifinito in legno scuro, quadri e pannelli alle pareti, foto e ordini del giorno, attrezzature e radio sulle mensole. Mi dice che fu costruito nel '34, è davvero notevole come è tenuto bene. In città (25.000 abitanti più gli studenti dell'università di stato che sta qui, in un territorio piuttosto grande) c'è anche un'altra stazione, verso Cheyenne, e il quartier generale. Ogni stazione ha circa 30 unità, quasi tutti vigili semplici, dipendenti, divisi in tre turni. La turnazione è complicatissima. Di partenza vanno in 4. Me lo dice un po' deluso, siamo troppo pochi e sempre di meno, costi troppo alti. Bè, anche da noi la musica non è troppo diversa. La differenza è che qui ad un intervento vanno in almeno tre squadre. E poi qui fanno anche autoambulanza e servizio paramedico, come in tutti gli States, per cui a fine anno si fanno i loro 5000 interventi.
Cose grosse' Poca roba, qui siamo in campagna e comunque la prevenzione qui c'è davvero, con controlli e tutto, gli idranti qui funzionano anche in campagna. Giusto ogni tanto un qualche appartamento o una casetta, sono di legno e bruciano di brutto. E a volte i boschi e la prateria presso le case, col vento che c'è il rischio è alto, ma la gente qui sta molto attenta. L'unico rischio è la ferrovia che passa di qui, con una grande e storica stazione, e i tre palazzoni in cemento alti otto piani che han costruito per gli studenti (high rise).
Ho poco tempo, al solito, gli chiedo di vedere gli automezzi. Mentre scendiamo le scale (noto il tubo, in ottone dorato lucidissimo, neanche una ditata) ci raggiunge la ragazza, che mi offre una maglietta blu come la sua e la patch; troppo gentile, io per fortuna ho portato qualcuna delle nostre patacche e posso ricambiare in qualche modo. Certo che qui di patacche italiane non ne hanno mai viste di sicuro. Mi mostra orgoglioso il nuovo automezzo appena arrivato, la marca non è famosa, ma mi assicura che la qualità è ottima. Appena arrivato, un'autoscala da 36 metri, con pompa e attrezzatura polivalente. Enorme, possente, rosso e decorato con fini ornamenti in oro. Le cromature si sprecano, ma il pezzo che ammazza è la fantastica grande campana cromata (30 cm di altezza) che è appesa sul davanti, sulla destra. Una fune dal batacchio entra in un foro e termina su una manopola a portata di mano dell'autista. Non sarà essenziale, ma è comunque una meraviglia.
E sui portelloni il nome della città in oro, e in nero l'emblema dello Wyoming, un cavallo impennato. Gli interni in pelle ed elettronica, e l'elettronica è ovunque su questo mezzo. Prezzo' Purtroppo un casino ' un milione di dollari, dice triste, prezzi sempre più alti, si fa una fatica boia a comperare cose nuove. A chi lo dice! Per fortuna la città di Laramie di soldi ne ha, e lo stato contribuisce. C'è anche l'università qui, quindi'
Hanno anche altri due mezzi antincendio, un engine Ferrara e un truck. Poi furgoni e tre mezzi per l'EMS.
Tutto in ordine, pulito e lustro. Ne approfitto per farmi mostrare le radio nuove (Motorola) appena comperate e le potenti lampade individuali (Flashlight), da noi introvabili. Splendido, anche se alla fine hanno diversi chili di roba addosso.
Devo andare, peccato. Ci salutiamo, forse l'anno prossimo posso fermarmi un poco di più, chissà'
Ogni tanto fa bene vedere un mondo diverso, serve a capire e misurare il proprio. Ciao, grazie mille.
La mattina dopo mi vengono a prendere per portarmi nel ranch del Colorado (il confine è qui vicino) dove passerò la settimana assieme ai loro cavalli (non la stessa stanza, ma solo perché stanno quasi sempre all'aperto - questi non puzzano per niente, anzi).
Sarà anche un ranch perso in mezzo alla prateria sconfinata e costruito in legno ' bellissimo - ma appena arrivato vedo che ha tutti i suoi bravi muri tagliafuoco, le porte a spinta che si aprono verso l'esterno, e quelle interne tagliafuoco sono a sgancio automatico, e funzionano pure. E gli edifici ' stalle, baracche, fienile ' sono a distanza di sicurezza tra loro e senza cumuli di roba combustibile in mezzo. Magari è un caso, e tutti gli altri ranch del Colorado e Wyoming sono diversi (dubito), ma ho il sospetto che, almeno in questa zona, siamo proprio in un altro mondo. Ne parlo col gestore, Bill, che mi fa 'i pompieri' Qui vengono da Fort Collins, in un'oretta stan qua. Quindi se piglia fuoco mi restano giusto le ceneri. Ho fatto tutto per bene per evitare un incendio, e salvare uomini e cavalli, sono la cosa più preziosa. È un investimento, no'' 'E certo che sì, bravo Bill. Quale è il mio cavallo'?
Se vi interessa il resto del mio viaggio, che non c'entra coi pompieri, lo trovate qui:
http://www.turistipercaso.it/viaggi/itinerari/testo.asp'ID=7869
Sette giorni a cavallo nel west
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