che interventi facciamo?
Nell'immaginario popolare i pompieri, ovviamente, tutto il giorno spengono coraggiosamente gli incendi. Non è proprio così, al solito la realtà è molto di meno e molto di più, ovvero è diversa.Approfitto del periodo (pochi interventi), per parlarne un po'.
Fatemi un grosso favore, comunque, non considerate i pochi film italiani sui pompieri, danno un'immagine falsa, sviante e profondamente offensiva per noi. Al contrario di tanti paesi, in Italia non è mai stato fatto un prodotto televisivo serio su di noi.
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I mesi della primavera stanno passando con pochissimi interventi, meno della metà dei soliti rispetto agli ultimi anni.
E' inusuale, sarebbe bello pensare che è meglio così, ma ormai sappiamo che non può essere così semplice: alla fine dell'anno dovranno essere più o meno come al solito. Come è sempre stato.
Cambia qualcosa, certamente.
Per esempio, gli incendi non sono più, da decenni, il principale tipo di intervento, neppure a livello mondiale. In Italia sono meno del 30%, un terzo del totale. E' vero che la competenza degli incendi di bosco è passata alla Guardia Forestale e a qualche organizzazione di volontariato, ma chissà perché alla fine noi ci siamo sempre di mezzo, e non poco. Ma è altro discorso, un giorno ve lo racconto meglio, così chiarisco dal mio punto di vista cosa succede davvero, per esempio, in Sardegna, una terra e un popolo che amo molto.
Il resto' Incidenti stradali (circa un 15%), falsi allarmi (10%) e poi una serie infinita (75%) di aperture porte, allagamenti, lavaggi e sgomberi stradali, api e vespe da rimuovere, ascensori bloccati, fughe di gas. Di questi sono pochi gli interventi davvero importanti, un 10-15%, ovvero quelli che davvero richiedono un soccorso; la maggior parte sono lavori che le persone potrebbero tranquillamente fare da soli.
Esempio (così ci capiamo meglio): la settimana scorsa ci chiama un tipo perché, dice, ha la casa allagata, cade acqua dal piano si sopra. Quanti centimetri, chiediamo noi' Molti, un disastro. Vabbè, andiamo, nel frattempo gli diciamo di chiudere l'acqua alla casa.
Arriviamo sul posto e vado a vedere: un velo di 2 mm di acqua, che proviene da un tubo rotto dello scaldabagno, dotato di un comodo ed evidente rubinetto.
Piano A: non riteniamo opportuno fare le pulizie in casa del giovinotto che ci ha chiamato, per cui gli spieghiamo cortesemente come si usa una scopa e uno straccio per raccogliere l'acqua, assicurandogli che la casa non crolla.
Insiste, nei tavoloni in pietra del solaio ci potrebbe essere ancora acqua, come toglierla' Facile, rispondo, avendo chiuso, l'acqua residua gocciola e filtra attraverso la pietra; in capo a un paio d'ore il problema è sparito. Domani bisogna chiamare un idraulico.
Non sembra convinto, quindi eseguo il piano B: mi offro di prendere un trapano e fargli tanti forellini nel soffitto per scolare l'acqua più in fretta. Anzi, serio serio e professionale, gli propongo di fare, con mazza e scalpello, dei fori nel muro presso il pavimento, così scola pure l'acqua dal pavimento (sono cose che si fanno, quando servono). Chissà perché il giovinotto rifiuta la mia generosa proposta e decide di fare da solo.
Bene, rientriamo.
Voi non ci crederete, ma ci sono tante chiamate così, e nelle grandi città ci si può anche beccare una denuncia se si rifiuta di fare un intervento del genere.
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Gli incidenti stradali sono molto aumentati. Noi serviamo perché spesso le portiere delle macchine sono bloccate e gli occupanti non possono uscire, oppure più spesso e semplicemente perché c'è rischio di incendio oppure occorre provvedere alla rimozione dei mezzi e ad una pulizia della sede stradale, così da consentire il ripristino del traffico. Veramente molto spesso l'intervento non ha le caratteristiche dell'urgenza e ci sarebbero altri enti che devono fare queste cose, ma noi siamo l'unico disponibile 24 ore su 24 che interviene subito (= entro pochi minuti) e anche perché raramente diciamo di no. Siamo anche un po' pistoloni, forse, ma che ci volete fare.
A proposito, non è mica vero che in un incidente le auto esplodono e/o bruciano tutte le volte. Solo nei filmacci. Possono farlo, certo, ma è molto raro.
E non usiamo la fiamma ossidrica, come si ostinano a scrivere i giornalisti: voi andreste a lavorare col fuoco in un posto dove ci sono perdite di gas, benzine e olio' Bè noi no, non siamo mica matti. Usiamo attrezzi antiscintilla e divaricatori idraulici, comodissimi ed efficienti. Abbiamo poche risorse, ma non siamo messi così male.
Dunque, e gli incendi, allora?
In Italia ne abbiamo: sterpaglie, cassonetti, canne fumarie: poi automobili e automezzi vari, fienili e garage e capanni, e poi final,mente capannoni industriali e abitazioni. E i boschi. Questi casi sì che sono seri e pericolosi, soprattutto perché possono coinvolgere persone. Fortunatamente abbiamo una buona prevenzione incendi, e la 626 sta facendo molto. In altri paesi (USA, Francia, ecc..) si hanno molte perdite umane negli incendi, da noi sono veramente poche, in confronto. Ma non nulle.
Bisogna agire in fretta e bene: tutelare le squadre nostre che stanno intervenendo (non è il caso di aumentare il numero di persone in pericolo ? e poi che figura ci facciamo dopo?) e pensare alle persone. Ci sarà qualcuno dentro l'appartamento? Non si vede un tubo, è pieno d fumo! E il fumo scappa e corre, su per le scale a intrappolare gli altri inquilini e propagare l'incendio. E se a bruciare è un'auto, ci sarà anche il serbatoio di gas? E se brucia un autotreno con cisterna, cosa ci sarà dentro? Sapete che è più pericolosa una cisterna per il trasporto di benzina vuota che una piena?
Questa sì che può esplodere con poco.
Cosa facciamo? Noi non siamo fenomeni, non siamo neppure invulnerabili (guai a crederlo!) , facciamo quel che possiamo sfruttando la preparazione professionale, l'esperienza e tanto ingegno. Il rischio c'è, è sempre dietro l'angolo in agguato, ma vediamo di ridurlo al minimo rischiando solo se ne vale pena.
Termino qui. Gli incendi ci sono, quindi, ma non solo. E in tutti i casi, l'abilità maggiore occorre per trattare con le persone, capire il loro problema e aiutarle secondo le nostre possibilità.
Alla prossima
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