Friday, August 24, 2018

anno nuovo …


Nuovo anno, nel ricordo del vecchio finito in modo tragico, sia per noi pompieri che per i civili. Terminati i funerali e la novità sui giornali, resta la realtà quotidiana dei danni morali e reali da riparare e dei problemi da superare. Quel che si può. Una piccola nota di speranza per tutti: il sottosegretario si è impegnato a rendere il trattamento previdenziale dei volontari uguale a quello del resto del Corpo. Se poi riuscisse pure a migliorarlo per tutti quanti sarebbe anche meglio, ma sarà già tanto se manterrà la parola data. Di promesse ne abbiamo la soffitta piena. L’azienda titolare della manutenzione del gas è nella bufera. Ogni giorno si registra una chiamata in provincia, e parecchie in regione, per fuga di gas. Sarà certo anche un po’ di psicosi, ma di fatto la metà delle fughe c’erano proprio, un paio anche pericolose, di quelle sotterranee che non sai dove va a finire il gas. Stavolta però le squadre arrivano immediatamente. Come mai? e allora perché prima dell’esplosione ci mettevano da una a due ore? Dovete sapere che da circa quattro mesi l’azienda – la maggiore e guidata da potenti e inamovibili dirigenti strapagati – aveva chiuso tantissime sedi di intervento distribuite sul territorio, comprese quelle del mio. Complici i sindaci, tranne qualcuno. Per risparmiare, avevano detto. Noi, e pochi sindaci, avevamo previsto disservizi, problemi e rischi. Ma nessuno di quei dirigenti fenomeni ha mai lavorato in strada agli impianti, quindi che può saperne di come funziona il mondo reale? Così quando c’è bisogno qui, la sede centrale cerca una squadra libera presso le sedi rimaste (20 km da qui la più vicina) e la manda. Se è libera parte e quando arriva verifica la situazione. E non fa nulla. C’è un nuovo sistema procedurale, che avrà certo meritato un altro aumento di stipendio al dirigente che lo ha approvato. Occorre lo strumento adatto (almeno la "chiave" da infilare per chiudere) e il personale abilitato ad usarlo. E il dirigente che approvi la procedura. Basta chiamarli tutti e, se disponibili, arriveranno tutti dalle sedi dove stanno. Ovvero un’altra ora se va tutto bene. Il fatto che intanto il gas continui ad uscire pare non avere molta importanza, oppure è stato dimenticato in tutta questa nuova efficientissima organizzazione. E peccato che quando arrivano finalmente tutti, saltano fuori continuamente nuovi problemi pratici che richiedono altri responsabili e attrezzi, che impiegano alte ore ad arrivare. Le ultime due volte, un mese fa, abbiamo avuto condotte media pressione spezzate da scavatrici (niente mappe del sottosuolo) vicino a case e strade provinciali. Sono passate da quattro a cinque ore cadauna prima che riuscissero a trovare le valvole e chiudere il gas. Poi segue la la riparazione. Sì, perché non trovavano i tubi, non sapevano il tipo e le condizioni, e non sapevano dove stavano tutte le saracinesche, come raggiungerle (alcune erano sepolte sotto l’asfalto, immaginate voi perché) e han dovuto cercare una scavatrice per cercarle, e non eran certi degli effetti che si potevano avere chiudendone una, ecc. ecc. Lascio stare le procedure di NON sicurezza usate, e la mancanza dei dispositivi di protezione individuale elementari, dico solo che ho dovuto io sbarrare loro la strada e litigare di brutto per impedirgli di transitare con gli automezzi nella nuvola di gas. "ma noi siamo quelli del gas" ribattevano, come se il furgone non emettesse scintille, e gli attrezzi che trascinavano sull’asfalto non ne facessero altre, e fossero immuni ai pericoli dei comuni mortali. Così non può funzionare. — Altri interventi? Poca roba, qualche apertura porta e un po’ di cassonetti. Per me. Invece nel resto della provincia, stranamente, un sacco di incendi di appartamento, in poco tempo. Le cause al solito non le imparo, tutto segreto. L’esperienza del passato mi fa ipotizzare il solito fornello dimenticato, il caminetto che si usa una volta l’anno, le candele sull’albero di natale e gli impianti elettrici di luci natalizie fatti in casa. Poi i soliti furbi che gettano le ceneri del camino nei cassonetti (o nella stalla, disastro sfiorato!). Pochi incidenti stradali, ma è solo grazie al clima caldo e secco. (bè, già che ci sono: usate le cinture, distanze di sicurezza e non tagliate le curve. aumenterete di molto la vostra e altrui vita media) Per il resto, buon anno

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