certi giorni sei il cane, altri sei l'idrante

'Certi giorni sei il cane, altri sei l'idrante' è un moderno proverbio americano, ma va bene anche qui.
Li avrete visti un po' ovunque, rossi e un po' arrugginiti, ritti a sorvegliare gli angoli delle nostre città e qualche incrocio nelle campagne. 'Ma come funzionano, qualcuno li avrà mai usati'' ve lo siete mai chiesto' Se l’argomento vi eccita ve ne parlo volentieri.
Non è che si usino tanto, ma quando servono, servono. A noi, mica ad altri. Immaginatevi di stare su un incendio, diciamo un'autorimessa in una casa o un automezzo in un parcheggio, siete riusciti faticosamente a mettere sotto controllo le fiamme con un paio di getti da 45; l'acqua sta finendo: l'autobotte è asciutta e nell'APS ne resta per cinque minuti. Se l’incendio vi scappa, si propaga a tutta l'abitazione, o alle altre auto accanto; e che figura ci fate' Dove andate a prenderne 4000 litri entro cinque minuti al massimo' Serve un idrante. E dove sta il più vicino, chissà se funziona, di che tipo è, che portata avrà, che pressione, quanto tempo ci vorrà per andare, riempire la cisterna e tornare' Sapete aprirlo, e poi richiuderlo' Ovviamente è notte, sta piovendo e c’è anche un po’ di nebbia.
Sabato, sole e brezza secca in un gradevole giorno di maggio. Terminate le pulizie settimanali in caserma, verificati gli automezzi e le attrezzature, decidiamo che come addestramento oggi andiamo a verificare alcuni idranti. Uno per tipo, per mostrare ai nuovi vigili come si presentano e come si usano.
Il primo è interrato, sta sotto una botola sulla provinciale, vicino ad una delle ultime fontane pubbliche – non a caso – . Con qualche martellata nei punti giusti la botola è libera dalla terra, asfalto o quel che l'ha saldata al suolo, e si può sollevare, rivelando una scena ogni volta diversa. A volte nella cavità cubica di cemento brilla l'ottone del filetto femmina da quarantacinque millimetri di diametro dell'attacco, a volte ruggine, fango e infinte ragnatele nascondono il nostro tesoro. Stavolta sembra tutto a posto, accanto all'attacco c'è un incastro quadrato, la saracinesca, dove inseriamo l'apposito attrezzo che teniamo sul camion, la chiave-chiusino della misura giusta. Avvitiamo una manichetta e la stendiamo in strada, sotto gli occhi curiosi dei passanti e dei vicini che iniziano a fermarsi. Qualche pensionato arriva in bicicletta avvertito da chissà chi. Tutti preoccupati, o speranzosi, di un qualche disastro. 'Ma che è successo, brucia qualcosa '' Bella fama abbiamo, ma una volta non portava fortuna toccare un pompiere' Qua bisogna fare un po' più di pubbliche relazioni. “Proviamo se funziona, dovessimo averne bisogno”.
Giriamo la chiave, e voilà: neanche una goccia. La manichetta resta piatta. Tutto normale, capita nel trenta-quaranta per cento dei casi. Il motivo' Vallo a sapere, tubi intasati, saracinesche chiuse nascoste chissà dove, condotti bloccati per manutenzione e poi dimenticati, sabotaggio, fate voi. Comunque, assenza di controlli e di cultura della sicurezza.
Ci spostiamo e proviamo con un’altra botola: qui l'attacco è nero di terra e ruggine, Gianni diventa rosso nello sforzo di girare la chiave, ma alla fine è ricompensato da un bel getto potente di acqua. Bè, quasi, sprizza un fiotto di liquido denso e rosso-arancio, la ruggine depositata negli anni. Guai se 'sta roba entra nel serbatoio della nostra autopompa, intaserebbe pompa e condotti. E va anche bene, a volte esce una melma nera e maleodorante, chissà cos'è, e chissà cosa succede nei meandri di tubi che popolano il sottosuolo delle nostre città' Dopo un po' diventa limpida, fredda e schiumeggiante. Chiudiamo e passiamo al prossimo.
Sulla mappa del nostro territorio sono indicate le posizioni; il tipo e lo stato d'uso lo ricaviamo dal nostro inventario. Ogni due o tre anni li proviamo tutti, ci vuole un mese circa, compresa la misura della pressione. Gli incendi si spengono con acqua, se sono grandi ce ne vuole tanta, e guai a finirla, il fuoco riprende e si propaga molto veloce. Sui nostri mezzi ne abbiamo per dieci ' quindici minuti, poi ne occorre altra. E sta negli idranti, che devono essere vicini ed efficienti.
La procedura è semplice, ma precisa. Quando arriviamo sul posto di un incendio, occorre valutare se basta l'acqua che abbiamo sull'autopompa, ce ne sono dai 3500 ai 4500 litri. Non dura mica tanto, se espulsa a 3-4 bar di pressione e con due manichette da 45mm, in dieci minuti è finita. Se si usa una lancia da 70mm, circa cinque minuti.
Al minimo dubbio di non farcela si richiede alla sala operativa di far partire un'autobotte ' porta circa 8000 litri ' poi se non serve la si rimanda indietro. Quando arriva, la si collega con una manichetta da 70mm alla nostra APS (auto-pompa-serbatoio) per rifornirla, e poi andrà periodicamente a rifornirsi da qualche parte. A volte si usano due botti, alternate; e se va proprio male si richiede la cisterna “chilolitrica”, da 25.000 litri. Ma è una risorsa rara e preziosa, e anche le botti non sono infinite, e le hanno solitamente solo i distaccamenti permanenti e le centrali . Adesso, poi , con la crescente penuria di vigili, spesso mancano pure gli autisti autorizzati a portare in giro automezzi di questo tipo.
Quest'altro idrante è 'normale', a torretta e sporge dal suolo. Basta svitare i tappi e girare la testa, magari dopo averlo sforzato un po'. Anche qui tutto bene, esce l'acqua. Troppo facile, qualcuno deve averlo usato da non molto, probabilmente per rubare l'acqua. Sì, perché c'è chi, continuamente, ruba l'acqua dagli idranti. Per i cantieri (privati), per lavare la propria autobotte, perfino per innaffiare il giardino o l'orto. È un furto, ogni anno i comuni perdono in tal modo diverse decine di migliaia di euro. Gli idranti pubblici sono riservati esclusivamente ai vigili del fuoco, e sono sotto il controllo del comune. Non hanno contatore, e noi tutti paghiamo per questa acqua, che deve essere utilizzata solo in caso di emergenza e solo da noi.
Se vedete un abuso del genere ' deruba anche voi, oltre a manomettere una attrezzatura di soccorso pubblico ' avvertite le forze dell'ordine, è doppiamente nel vostro interesse.
Abbiamo anche provato a bloccarli con un cavetto metallico piombato, ma non è servito a molto. Adesso vengono installati idranti costruiti in modo da impedirne l'uso agli estranei, quelli 'a fungo'. Sembrano grosse uova rosse sostenute da un gambo: l'uovo si apre solo con un attrezzo particolare, che abbiamo noi e il comune.
Andiamo a provare anche uno di questi cosi. Conoscendoli, si aprono velocemente. Ecco, a questo manca l'acqua; ma forse è giusto, siamo in un quartiere in costruzione, gli allacciamenti alla rete idrica pubblica sono ancora da fare. Vediamo ugualmente come funziona e quali attrezzi servono. La prossima volta che ne avremo bisogno avremo fretta, e sarà buio e pioverà a dirotto, ma sapremo cosa aspettarci. L'addestramento serve a questo, ogni situazione che dovremo affrontare sarà largamente inaspettata e nuova, ma più ci prepariamo e minore sarà l'incertezza e il tempo impiegato a reagire.
Nei film americani ne vediamo sempre moltissimi, e di tutti i colori. In effetti è vero, negli States funziona diversamente, nelle città i pompieri non si portano dietro l'acqua nelle autopompe come facciamo noi, usano sempre e direttamente quella degli idranti. Per cui le loro leggi si assicurano la presenza di tantissimi idranti, e perfettamente funzionanti ' o quasi. Ogni città poi hai suoi colori. E tanti cani, da cui il proverbio.
Sono ormai le diciotto, il sole è ancora alto, ma il pomeriggio pompiere è terminato, rientriamo. Chissà perché, siamo tutti bagnati, chi più, chi meno. Mica è proibito divertirsi mentre si lavora.
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