Friday, August 24, 2018

intervento nell'intervento (appendice a Una notte di nebbia)


Ore quattro di una notte buia di nebbia fitta e ghiacciata. È già passata un'altra ora e Zanni e io siamo ancora in mezzo alla strada a dirottare auto, grossi tir e bilici su una stradina secondaria di campagna. E chissà per quanto altro tempo. La nebbia alle nostre spalle nasconde perfino i suoni delle altre squadre di colleghi che stanno operando con l'autogru per recuperare un autotreno uscito di strada. Guai se uno di questi bestioni supera il blocco per piombare loro addosso, è nostra responsabilità fermarli in mancanza di squadre di addetti al traffico. Che a quest'ora di notte è sempre più difficile trovare.
Per i noti problemi di bilancio lo Stato e gli enti locali non riescono a sostituire che una piccola parte del personale degli enti di pubblica sicurezza (carabinieri, polizia, vigili urbani ecc.) che va in pensione. Quindi i piccoli distaccamenti di polizia e carabinieri di notte chiudono, sempre meno pattuglie pattugliano il territorio, i pochi rimasti fanno quanto possono. E noi facciamo senza. Come per troppi compiti, ovviamente nessuno ci ha insegnato un tubo, manco so seriamente se posso farlo e cosa rischio a controllare il traffico, quali leggi, regolamenti, procedure. Boh' Un po' ce lo inventiamo ' con usta ' e un po' copiamo a memoria da quello che vediamo fare agli altri. Nessuno ce lo può insegnare, ma quando hanno bisogno sono tutti svelti a chiamarci a fare questo, quello e pure quell'altro.
E se qualcosa va storto' Cazzi nostri, 'chi vi ha autorizzato'' La solita solfa, sono vent'anni che la sento.
Adesso ho un mano una paletta 'ufficiale' per controllare e indirizzare il traffico, tutta bella e in plastica, rossa e bianca con la sua scritta. Ricordno che nel vecchio '160' c'erano da anni due palette, pesanti, che venivano usate da chissà quanto. Guardandone una da vicino mi accorsi che era fatta con due pezzi di metallo saldati e verniciata con cura, ma da mano non esperta. Chissà chi e quando le aveva fatte, di sicuro un vigile. Quando ci hanno dato quelle nuove le hanno gettate nel rusco. Le ho recuperate e le conservo gelosamente assieme a tutti gli altri badanagli vecchi e antichi che ho ammucchiato in questi anni. Dovrò lasciarli a qualcuno prima o poi.
Se voglio che sia poi, è meglio che stia attento a questo bilico che mi punta i fari contro. Adesso ne arrivano parecchi di seguito, chissà perché; ci vuole tempo per fargli fare la curva così stretta, e si forma una bella fila veicoli in attesa. S'intravedono i fari di alcune auto che fanno inversione in mezzo alla strada e tornano indietro, non hanno pazienza, ma 'ndo vanno così di fretta a quest'ora del sabato'
Zanni corre qua e là, come me, lampada alla mano, per assistere gli autisti in manovra, e io pure, sempre sperando di non venire investiti o che un qualche furbo superi il blocco.
'Hai visto quei fari là in fondo messi di traverso, non si muovono più' mi fa Zanni a un certo punto, 'mi sa che è andato nel fosso'. A trecento metri si intravedono nella nebbia i fari di un'auto in una posizione innaturale, non avrà visto il fossato che costeggia la strada. Bisognerebbe andare a dargli una mano prima che faccia di peggio o che lo investa qualcun altro, ma non possiamo abbandonare la posizione proprio adesso con tutti questi camion che passano. E se si sente male' Porca miseria, che possiamo fare, non va neanche la radio.E nessuno si ferma ad aiutare, tutti tirano diritto; giusto un tipo mentre passa tira giù il finestrino 'c'è uno che sta andando giù per il fosso là in fondo!' e tira dritto anche lui. Ecco, bravo, un'altro troppo impegnato. I fari non si muovono, la luce non si spegne e resta fissa, nessuno ci passa davanti, possibile che l'autista non venga fuori'
'Zanni, che facciamo, andiamo a vedere'' 'Non possiamo andare via da qui, i camion vanno dirottati, chiama qualcuno se puoi' 'Macchè, la radio non ne vuole sapere, si vede che il ripetitore è gelato, e non va nemmeno in locale, le pile poi lo sai che durano mezz'ora' 'Dobbiamo andare noi, aspettiamo che cali il traffico e poi li fermiamo con il furgone, proviamo'.
Bisogna andare, è passato troppo tempo. Portiamo avanti il nostro furgone contro il traffico, con tutte le luci accese, e blocchiamo completamente la strada, fermi tutti. È una Punto, in bilico a metà proprio sul ciglio, sembra un film; bé', mica è un burrone, al massimo si ammacca il paraurti, non c'è un reale pericolo. Dentro c'è una ragazza, le mani aggrappate al volante: è disperata, sta singhiozzando e non riesce a parlare, è sotto shock. 'Tutto bene' La aiutiamo noi, non si preoccupi' faccio io. Mi guarda. 'Forse è meglio se viene fuori, vuole''. Intanto Zanni, veloce, ha piazzato il furgone e svolge il cavo d'acciaio del verricello e mi passa il capo col gancio. Mi accorgo che l'auto sotto non ha l'occhiello dove infilarlo. 'Zanni, ma dov'è il gancio in questo modello''. Si china pure lui ma 'Non c'è, non c'è'.
E adesso' Posso agganciare la ruota, ma rischio di rovinare qualcosa. Mentre valuto la situazione un ragazzo si precipita, che abbraccia la tipa e poi si china anche lui a guardare. Evidentemente lei non è riuscita a fare altro, oltre a tirare il freno a mano, che telefonargli.
Per fortuna rammento che Beppe una volta diceva che in alcune auto nuove c'è un foro filettato (lo intravedo sotto la mascherina) e l'occhiello dovrebbe sta nel baule assieme al crick, basta trovarlo sperando di non averlo perso, togliere la mascherina, avvitarlo e il gioco è fatto. Comodo, proprio l'ideale quando l'auto è in bilico, di notte, tra la nebbia e il traffico. Complimenti per il progetto. E non è finita, la mascherina naturalmente non viene via; inutile consultare il manuale dell'auto, il ragazzo ci chiede un tronchesino e taglia via tutto. Poche chiacchiere e azione, così si fa.
Agganciamo e tiriamo finalmente fuori l'auto. Intanto si è formata una bella fila, un autista spazientito urla qualcosa alla tipa, non capisco, ma lei risponde molto arrabbiata. Bene, se reagisce allora si è ripresa dallo shock. Tutto a posto, niente danni, ciao tutti, liberare la strada please.
Zanni ci riporta al posto di prima, e c'è la fila da smaltire. Chissà per quanto ne avremo ancora'

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