incidenti, strade e stelle

Mi sveglio all'improvviso col cuore che batte e una notevole confusione in testa. Buio e qualcosa che ronza e squilla forte nella testa. Chi sono, che ci faccio qui, che sogno è, che ora è ?
'incidente stradale, sulla provinciale 23, con incastrato' OK, è il bipbip, chiamata notturna.
Mi costringo fuori dal letto, arraffo maglione e pantaloni, riesco a malapena a trovare due pantofole ? dove saranno finite le scarpe? – chissà dove è l'incidente? – in fretta, in fretta, muoviti muoviti, sveglia sveglia. L'allarme squilla di nuovo. Lo zittisco, se no mi sveglia tutta la famiglia.
Sono sveglio del tutto, o quasi, quando metto in moto l'auto e mi butto in strada, strabuzzando gli occhi. OK, svelto svelto, occhio al traffico.
Vedo che sono le due di notte, c'è il solito traffico da discoteca, ubriachi o fatti, guidano alla boia di un giuda, devo fare attenzione. Ragazzini scemi, e più di loro chi privilegia le discoteche.
Arrivo in caserma mentre esce il furgone incidenti. Altri tre compagni stanno facendo uscire il camion. Arraffo divisa e attrezzi e salto su, partiamo a razzo, sirena e lampeggianti al massimo; a quanto pare sono il caposquadra. Mentre finisco di indossare l'equipaggiamento e l'elmetto sento alla radio che gli altri sono già arrivati: 'Centrale, siamo sul posto'. Bene, è vicino. In fretta, in fretta, le auto possono bruciare, c'è gente a bordo, le ambulanze hanno bisogno di noi e dei nostri attrezzi, delle luci, bisogna controllare il traffico. 'Sono due autovetture, i feriti sono fuori tranne uno, non è incastrato ma i sanitari hanno bisogno di noi per tirarlo fuori'.
Vai vai vai, l'autista accelera, si vedono già lontane le luci blu e i fanali delle auto ferme in colonna. Perlomeno non piove più, si vedono le stelle, non è freddo.
Accostiamo e scendiamo. Dunque, come siamo messi? Una vettura vuota sta nel fosso a fari accesi, tre persone sedute sul ciglio e un infermiere che parla con loro: là un'auto scassata forte, c'è uno dentro e i colleghi attorno, il gruppo pinza è già sulla strada ma spento. Bene, questo è il punto critico.
'Tira giù il naspo e tienti pronto con l'acqua' dico all'autista, che ha appena fatto salire il gruppo dei fari per illuminare la scena. Vedo che dentro ci sono le bombole del metano, staccate dalla loro sede nel bagagliaio, e che stanno ora nell'abitacolo, un uomo svenuto è coricato proprio sopra. Rischio! I colleghi mi assicurano che sono chiuse, niente perdite. Auto vecchie, impianti del gas fatti da dilettanti, queste le conseguenze quando c'è un incidente.
'Cranio fracassato, difficile che arrivi all'ospedale' mi dice l'infermiere. Peccato, questo perlomeno la cintura l'aveva, e perfino l'aerbag. Infatti il parabrezza non è rotto o incrinato come quando viene colpito dalla testa; anche le gambe sono sane, non spezzate come accade di solito a chi non usa la cintura. 'E siamo anche a corto di personale, ci serve un medico e altre ambulanze, non le abbiamo. Grazie ai tagli di bilancio!' Mando due colleghi a controllare il traffico. Invito i curiosi a togliersi di mezzo, lo spettacolo non è per loro; ma spero che ne facciano tesoro – inutilmente, ormai lo so -.
Ok tutto sotto controllo, mancano solo i carabinieri per il traffico e i rilievi. Li faccio chiamare di
nuovo dalla centrale. Anche loro sono a corto di personale. A quest'ora la Polizia non c'è più, vigili urbani manco a parlarne. Intanto faccio staccare le batterie. Vedo che i colleghi hanno anche acceso delle torce lungo la strada.
Ok tutto sotto controllo; dimenticato nulla? Sembra di no.
Intanto hanno già infilato la barella sotto l’uomo e a fatica lo stanno estraendo per portarla nell'ambulanza per trattarlo. I feriti sono leggeri, più che altro sono sotto shock. Un collega parla con loro, e ci scherza anche, per alleviargli lo shock post-traumatico.
Mentre dentro l'auto cerco qualche documento, evitando di toccare il sangue e altre robe, vedo che dall'altra parte del fosso ci stanno altre tre persone, allineate e tranquille a guardare la scena, esattamente come se fossero in salotto davanti al televisore. 'Vi spiace allontanarvi cortesemente? C'è pericolo di esplosione' gli faccio. Spariscono nel buio, tra i campi. Roba da matti, ma un po' di coscienza mai?
Finalmente arrivano i carabinieri. Tre. Li aiutiamo a fare le misure, recuperare i documenti, trovare le tracce delle frenate sulla strada. L'ambulanza, stracarica, parte per l'ospedale. Chissà se ci arriva il tipo? Brutta storia.
Aspettiamo i rilievi, aspettiamo il carro attrezzi, aspettiamo. Le stelle girano, è sempre più sereno. Saranno le tre, le file di auto sono diminuite. L'emergenza è finita, ci rilassiamo un poco, cominciamo a sparare le solite cazzate e a scherzare. È indispensabile per fare questo lavoro, solo chi lo fa tutti i giorni può capire quanto.
Arriva un tizio che si dirige verso le auto, lo fermo. È un fotografo di un quotidiano, di passaggio. 'ci sono morti'? mi fa; 'non credo' rispondo, non posso dare informazioni. 'Niente? Bè pazienza, allora non importa, vado via'. 'Buona notte, vai vai' gli faccio. Il teatro continua.
Certo che tre carabinieri che vengono da un altro intervento e che ne hanno già da fare altri dopo, due infermieri per un ferito grave e quattro leggeri, la forza maggiore siamo noi. Volontari professionali, costiamo pochissimo, impariamo a fare tante cose, e siamo un corpo dello stato. Non che facciamo miracoli, giusto quel che basta, senza pretese. Potremmo essere molti di più, se lasciassero nascere i nostri distaccamenti ovunque. Ma troppi interessi di parte, meglio lasciare i cittadini indifesi piuttosto che lasciar nascere i nostri distaccamenti ? decine di comuni sono sotto ricatto da anni.
Dopo mezz'ora arriva il carro attrezzi, lo aiutiamo a recuperare le vetture. È ormai un amico, ci troviamo sugli incidenti da anni; quattro frasi di scherzo anche con lui. Finalmente possiamo spazzare via dalla strada i vetri rotti e i frammenti di auto (e anche per stanotte posso dire di avere scopato). Dichiarare riaperta la strada al traffico: avverto la centrale, perché ne informi la sala operativa del ministero. Si torna alla normalità, la strada è disponibile per il prossimo incidente, incontriamo già qualche auto che fa lo slalom sulla strada, una frena appena in tempo di fronte a un'altra; altri ragazzini, tornano dalla discoteca. Complimenti.
Rientriamo in sede. Sono quasi le 4. Le stelle hanno girato ancora, chissà dove sta la luna?
Riforniamo gli automezzi, quattro chiacchiere. Il sonno torna. Un saluto e tutti a casa. A domani.
Solo un altro incidente. Sempre uno di troppo, ma uno di tanti, una serie infinita.
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